Carte geografiche

La raccolta delle carte geografiche inizia nel periodo ferrarese, quando la corte estense manifesta un forte interesse per gli studi geografici. Alcuni dei pezzi più pregiati della collezioni sono acquisiti proprio in questo periodo, a partire dal codice della Cosmografia di Tolomeo, dedicato a Borso dal cartografo Nicolò Germano, che riteneva il signore d'Este uno degli uomini più qualificati per ricevere ed apprezzare le nuove carte che egli aveva disegnato.

Sotto Ercole I venne invece acquisito il Mappamondo Catalano, straordinario e originale esempio dove si incontrano elementi della cartografia nautica e delle mappae mundi medievali, ricche di suggestioni leggendarie e le illustrazioni.

Altro importante planisfero dell'antico fon­do estense è la cosiddetta Carta del Cantino, la prima carta portoghese che rappresenta le coste dell'America, mette in evidenza la raya, la linea di demarcazione fra le sfere di influenza spagnola e portoghese sta­bilita nel 1494 dal Trattato di Tordesillas, e mostra l'Africa in modo completo e con dovizia di informazioni.

Acquisizione moderna è invece il Planisfero Castiglioni, che, secondo la tradizione, sarebbe stato donato da Carlo V a Baldassarre Castiglioni mentre era ambasciatore del Papa alla corte di Spagna; da allora esso rimase sempre di proprietà della famiglia e solo nell'anno 2000 fu acquistato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e destinato alla Biblioteca modenese. Si tratta di un planisfero incompiuto, perché quasi privo di decorazioni, risalente al 1525, la cui importanza è data però dalla rappresentazione, su entrambi i lati del planisfero, delle coste della Cina e delle isole Molucche, la cui conoscenza si doveva ai recenti viaggi di Magellano.

http://bibliotecaestense.beniculturali.it/info/img/geo.html

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