Opere a Stampa

La raccolta a stampa inizia a formarsi a Ferrara, dove la nuova arte tipografica debutta già ai suoi albori alla fine del XV secolo. Il primitivo, scarno, nucleo di edizioni possedute alla fine del Quattrocento da Ercole I e dalla moglie Eleonora d'Aragona si arricchisce rapidamente nel Cinquecento di opere che spaziano dalla letteratura, alla storia, alla geografia, alle scienze, a testimonianza degli interessi dei membri della casa d'Este. In particolare Alfonso II, vero bibliofilo, acquisisce, tra l'altro, un notevole gruppo di incunaboli greci e fa eseguire alcune splendide legature su volumi della raccolta.

Con il trasferimento a Modena (1598), inizia una nuova fase per la libreria ducale, che nel Seicento si arricchisce anche di opere celebrative della casata, riccamente illustrate. Nel Settecento, con Muratori, Zaccaria e Tiraboschi, che pongono le basi della moderna biblioteca, la raccolta accoglie le ultime novità bibliografiche (un esempio per tutti, l'Encyclopédie), mentre dalle soppressioni degli ordini religiosi entra un ingente patrimonio di opere. Fino alla fine del ducato (1859), la collezione si arricchisce in particolare di incunaboli, soprattutto grazie a Francesco IV.

Nel periodo postunitario, il fondo viene incrementato dall'ingresso di intere biblioteche private, che vengono quasi sempre donate dalle più note famiglie modenesi. Grazie a questa tendenza, ancora oggi ben viva, entrano sempre più numerose, soprattutto a partire dal Novecento, le grandi raccolte a stampa, tra le quali la Ferrari Moreni (1925), la Formiggini (1939), la Muzzarelli (1970), la Bertoni (1982), la Mari (2000), la Forni (2009). In questo modo, e con acquisti diretti, la raccolta estense continua tuttora ad arricchirsi di importanti edizioni, esemplari rari e di pregio.

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