Carte geografiche

La raccolta delle carte geografiche dovette costituirsi alla corte di Ferrara fin dai tempi del marchese Niccolò III, anche se dei primi documenti posseduti rimane traccia solo nei registri d’archivio. Il  profondo interesse della corte estense per gli studi geografici trova invece ampia testimonianza durante la signoria dei figli Borso e, soprattutto, Ercole I. Al primo, infatti, il famoso cartografo Nicolò Germano dedicò, nel 1466, il codice della Cosmografia di Tolomeo, ritenendo il duca Borso d'Este uno dei signori più qualificati per ricevere ed apprezzare le nuove carte che egli aveva disegnato. L'interesse per la geografia e la cartografia divenne ancora più intenso negli anni successivi, quando Ercole I divenne Duca di Ferrara. Fu sotto il suo regno che la casa d'Este acquisì i due più importanti planisferi che ancor oggi appartengono alla raccolta Estense. Il primo fu il Mappamondo Catalano, che gli studiosi attualmente fanno risalire agli anni 1450-60, posticipando di quasi un secolo le prime datazioni. Si tratta di una mappa circolare che misura 113 cm. di diametro, affascinante per la sua ricca e colorata decorazione, ma ancora più avvincente per la varietà delle sue fonti e dei riferimenti culturali. Il Mappamondo Catalano, benché costruito su di un reticolo di linee dei venti nello stile delle carte nau­tiche, non è chiaramente una carta destinata all'uso quotidiano. Il planisfero estense, a differenza delle carte nautiche - desi­gnate ad assistere i naviganti in mare, che tradizional­mente mostravano solo le coste conosciute e le ca­ratteristiche costiere che si presumevano importanti per i piloti - era, come la maggior parte delle carte di produzione catalana, un'edizione di lusso destinata ad una biblioteca principesca, che combina aspetti del­la cartografica nautica con quelli delle mappaemundimedievali, con le loro legende e le illustrazioni.

Il secondo planisfero che appartiene all'antico fon­do estense, la cosiddetta Carta del Cantino, è persino più famoso del Mappamondo Catalano poiché è la prima carta portoghese che rappresenta le coste dell'America. Il planisfero fu disegnato su 6 pezzi di pergame­na, incollati insieme, in modo da formare un pannello lungo 220 x 105 cm. La sua grande importanza politica è sottolineata dal risalto dato alla raya, la linea di demarcazione fra le sfere di influenza spagnola e portoghese, sta­bilita nel 1494 dal Trattato di Tordesillas, tracciata in un brillante inchiostro blu con la legenda: "Este he o marco dantre castella e portuguall". A sinistra della raya ci sono le "Antilhas del Rey de castella", che appaiono qui per la prima volta sotto questo nome, e la constatazione che furono "descobertas por colonbo almjrante". Per quanto concerne le altre parti della carta, sebbene l'America sia l'area che attira la massima attenzione, non vi è dubbio che il continente più completo e ricco di informazioni sia l'Africa, che è mostrata qui per la prima volta in modo da rispecchiare da vicino la sua corretta forma. I padròes e le bandiere portoghesi sulla costa dell'Africa segnalano i luoghi dove Vasco da Gama e Cabral ed altri esploratori posero piede. Per la prima volta appare anche il Madagascar, scoperto nel 1500.

Diversamente dai precedenti, il terzo ed ultimo grande planisfero posseduto dalla Biblioteca Estense Universitaria non appartiene all'antico fondo. Secondo la tradizione esso fu donato da Carlo V a Baldassarre Castiglioni mentre si trovava in qualità di ambasciatore del Papa alla corte di Spagna. Da allora esso rimase sempre di proprietà della famiglia e solo nell'anno 2000 fu acquistato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e destinato alla Biblioteca modenese. Essendo rimasto incompiuto per ragioni che noi ignoriamo, il Planisfero Castiglioni, a differenza delle altre carte prodotte dallo stesso cartografo, non presenta alcun tipo di decorazione, tranne il disegno di strumenti tecnici, che sappiamo essere tipici della produzione di Diego Ribero. Che la carta fosse destinata a ricevere una più ricca decorazione è provato dal fatto che sono stati lasciati degli spazi bianchi nella parte inferiore, al centro, dove certamente dovevano essere collocati gli stemmi nobiliari. Il Planisfero Castiglioni è una delle copie più antiche del Padron real, la carta ufficiale conservata dalla Casa de Contratacion, che veniva aggiornato con i nuovi dati riportati in patria dai piloti al ritorno dai loro viaggi,  e, fatto di grande importanza, è datato. La data 1525, infatti, appare in due punti diversi: sull'astrolabio nautico (il primo esempio di raffigurazione di un astrolabio nautico) e più chiaramente nella legenda che troviamo sulla costa a sud di Newfoundland: "Tierra que descubrio esteuam gomez este ano de 1525 por mandado de su magestad". Un’interessante caratteristica della carta, che rivela la nuova conoscenza geografica che era seguita alla circumnavigazione di Magellano è la rappresentazione, su entrambi i lati del planisfero, delle coste della Cina e delle isole Molucche. Esse sono rappresentate in modo molto simile e, come sottolineano le bandiere, appartenenti alla sfera di influenza spagnola.

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