Opere a Stampa

Come per i manoscritti, anche la raccolta a stampa si forma a Ferrara dove la nuova arte tipografica debutta nel 1471. Il primitivo, scarno, nucleo di edizioni possedute alla fine del Quattrocento da Ercole I (in cui possiamo annoverare anche l’Apocalisse xilografica, ca. 1460) e dalla moglie Eleonora d’Aragona, si arricchisce rapidamente nel Cinquecento di opere che spaziano dalla letteratura, alla storia, alla geografia, alle scienze, a testimonianza degli interessi dei membri della casa d’Este, tra i quali Lucrezia Borgia, seconda moglie di Alfonso I, e Alfonso II. Quest’ultimo, vero bibliofilo, acquisisce, tra l’altro, un notevole gruppo di incunaboli greci. A lui si devono anche alcune splendide legature, tra le quali l’Appiano del 1551 e il Mattioli del 1565, esemplare di dedica. Con il trasferimento a Modena (1598), inizia una nuova fase per la libreria ducale, che nel Seicento vede l’ingresso del Polifilo del 1499 e di opere celebrative della casata, riccamente illustrate, come il Gamberti del 1659 e Il Trionfo della vitrù del 1660. Nel Settecento, con Muratori, Zaccaria e Tiraboschi, che pongono le basi della moderna biblioteca, la raccolta si arricchisce delle ultime novità bibliografiche (un esempio per tutti l’Encyclopédie) mentre dalle soppressioni degli ordini religiosi entrano le opere dei Gesuiti (1773), dei Teatini (1782/83, con i libri di Alessandro d’Este), dei Benedettini, dei Barnabiti, degli Agostiniani (1796-1814): Fino alla fine del ducato (1859) una attenzione particolare continua ad essere rivolta agli incunaboli. Tra gli ingressi ottocenteschi, basterà ricordare gli oltre 200 incunaboli acquisiti principalmente ad opera di Francesco IV tra il 1825 e il 1857 (D’Elci, Besini, Brignoli de Brunhoff). Nel periodo postunitario, un aspetto peculiare dell’incremento del fondo è costituito dall’ingresso di intere biblioteche private, che vengono quasi sempre donate dalle più note famiglie modenesi. Grazie a questa tendenza, ancora oggi ben viva, entrano sempre più numerose, soprattutto a partire dal Novecento, le grandi raccolte a stampa, tra le quali la Ferrari Moreni (1925), la Formiggini (1939), la Muzzarelli (1970), la Bertoni (1982), la Mari (2000), la Forni (2009). In questo modo, e con acquisti diretti, la raccolta estense continua tuttora ad arricchirsi di importanti edizioni, esemplari rari e di pregio

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