Nuova Opera-en

rilievo con aionphanes
Arte romana secondo venticinquennio del II secolo d.C. Marmo , 74 x 48,7 inv. 2676

Il rilievo riassume nell’immagine di giovane entro l’ovale dello Zodiaco simbologie proprie di due religioni di origine orientale, il Mitraismo e l’Orfismo. Aion (il Tempo), divinità della religione mitriaca, è avvolto nelle spire di un serpente, con teste di capro, di leone e di ariete sul petto e zampe caprine al posto dei piedi. Al dio orfico Phanes si riferiscono i caratteri della figura alata che nasce dall’uovo cosmico tra fasci di luce e fiamme.
Sulla lastra compare una dedica a Felix Pater, che la fece collocare a sue spese, presumibilmente per uso votivo all’interno di un mitreo.
La qualità della raffigurazione, in particolare del giovanetto che fuoriesce quasi a tuttotondo tra i segni zodiacali e le teste dei Venti a rilievo schiacciato, rimanda ad una bottega romana. Il riferimento più immediato ed illustre è il giovane Aion raffigurato sulla base di colonna con l’apoteosi dell’imperatore Antonino Pio e della moglie Faustina (Roma, Musei Vaticani).
Il rilievo apparteneva alle collezioni di antichità di Sigismondo IV d’Este, marchese di San Martino, ramo della famiglia che ha origine nel 1501 e si estingue nel 1756. L’acquisto del rilievo da parte del duca Francesco III d’Este si deve a Vincenzo Fabrizi, come riferisce Adolfo Venturi, dedito “a ricerche “di lapidi, di mosaici e di oggetti di antichità” per la ricostituita Galleria dopo la vendita di Dresda.

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