Nuova Opera-en

tura
Cosmè Tura Ferrara, 1433 ca. – 1496 Olio e tempera su tavola , cm 178 x 80 inv. 3510

È probabilmente da identificare con l’opera di identico soggetto eseguita per il vescovo di Adria Nicolò di Gurone d’Este, menzionata da Tura in una sua lettera del 1490 al duca Ercole I e terminata qualche anno prima. Nonostante il suo antico legame con la famiglia d’Este, l’opera è giunta in Galleria solo nel 1906, acquistata dal Ministero in occasione della dispersione della quadreria Santini di Ferrara.

Si tratta di uno dei capolavori estremi dell’artista, in cui concezione monumentale della figura umana e ricerca prospettica di stampo rinascimentale convivono con un senso della forma di ascendenza ancora medievale. L’immagine scultorea del santo si impone allo sguardo del fedele eccedendo i limiti impostile dalla cornice architettonica dipinta e stagliandosi sul fondo del meraviglioso paesaggio marino miniaturizzato, che riverbera la sua luce crepuscolare sui profili della figura e dell’arco. Tipico di Tura è il rovello formale del volto ascetico del santo e delle pieghe del saio che ne avvinghiano il corpo.

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