Nuova Opera-en

carracci
Annibale Carracci Bologna, 1560 - Roma, 1609 Olio su tela , cm 110 x 130 inv. 333

La tela con Venere e Cupido faceva parte di cinque ovali raffiguranti personaggi mitologici, commissionati ad Annibale, Agostino e Ludovico Carracci da Cesare d’Este. Nel 1591 Cesare, non ancora duca, intraprese la ristrutturazione di alcuni ambienti del Palazzo dei Diamanti a Ferrara, comprendenti le camere della consorte Virginia de’ Medici e l’antistante camera del Poggiolo. La ristrutturazione coincideva con l’imminente arrivo di un erede, il futuro Alfonso III d’Este.

Gli ovali, destinati presumibilmente alla stanza del poggiolo, raffiguravano Flora, Galatea (o Salacia), Venere, Plutone ed Eolo, oggi disperso. Le tele arrivarono a Palazzo nel 1592 e qui rimasero fino al 1630, quando per volere di Francesco I d’Este le opere superstiti a Ferrara furono recuperate e collocate nel Palazzo Ducale di Modena. Nel 1796 in seguito alle requisizioni napoleoniche furono trasferite in Francia, ma dopo la Restaurazione nel 1815 furono restituite agli estensi.

Sebbene siano individuabili i caratteri stilistici dei tre artisti, gli ovali sono accomunati dalla costruzione spaziale dello scorcio in sottoinsù, dalla posizione sdraiata dei corpi, dalle loro forme energiche e ben tornite (che rimandano al disegno michelangiolesco) e da un’atmosfera correggesca.

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