Nuova Opera-en

viola
Girolamo Amati, Antonio Amati Cremona, 1561 – 1630; Cremona, 1596 –1684 Legno , cm 66 x 24,5 x 7 inv. 6995

La viola, di taglia piccola (il che la rende per dimensioni estremamente rara), fu eseguita dai fratelli Girolamo e Antonio Amati nel 1620, come conferma un’etichetta all’interno della cassa  armonica. L’attribuzione alla bottega Amati, confermata dal modello della cassa, del riccio e delle “ff” insieme alla proporzione della forma, agli spessori e alla bombatura della tavola e del fondo, non lasciano dubbi circa l’originalità; al contrario non sono originali la cordiera e la tastiera, comunque sostituiti in un intervento di restauro antico.

L’assenza di documenti d’archivio e di riscontro negli inventari estensi non consente, allo stato attuale, di risalire al committente e a come sia arrivata nelle collezioni ducali. Da un altro cartellino a corredo dello strumento si desume che sia stata restaurata a Mainz nel 1795. Sottoposta nel 1914 a intervento di restauro dal liutaio modenese Pietro Messori, la viola si presenta oggi in ottimo stato di conservazione.

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