Nuova Opera-en

dado
seconda metà I secolo a.C. pietra di Vicenza (Vicentino), cm 104 x 192 x 16 inv. 7070

I due pregevoli frammenti combacianti sono i principali resti di un grande monumento funerario del tipo a dado, eretto per commemorare un alto ufficiale di rango equestre. Una trabeazione dorica a triglifi alternati a metope raffiguranti bucrani, rosette e girandole, è sostenuta da paraste lisce di ordine tuscanico intervallate da elementi simbolici e armi tipici di un "eques": una corazza di tipo ellenistico con balteus e cintura, un pettorale costituito da falere con insegne militari al centro, uno scudo rotondo umbonato appoggiato a due lance incrociate. Scoperti nel corso di uno scavo eseguito alla periferia orientale di Modena nel 1845, insieme ad altri frammenti pertinenti, i due rilievi furono giudicati da Celestino Cavedoni parti di "un grandioso monumento sepolcrale che pare dei tempi di Augusto" e subito portati nel Regio Museo delle Medaglie da lui diretto. Poco più tardi, in epoca postunitaria, sono entrati a far parte del Museo Lapidario Estense.

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