Nuova Opera-en

Sarcofago di Peducaea Museo Lapidario
fine I secolo a. C.- inizi I secolo d.C pietra d’Istria (Carso); cm 59 x 198 x 83 inv. 7166

Il monumento, del quale si ignora l’area di provenienza dalla città romana di Mutina, venne collocato nell’allestimento ottocentesco del Museo su quattro colonne di ordine tuscanico che ne ricordano il riuso all’interno del Duomo, nella cappella del Sacramento, da parte della famiglia Balugola (1443). Il sarcofago della prima età imperiale era probabilmente un cenotafio che enfatizzava il luogo dove erano deposte le urne cinerarie dei due defunti. È un raro esempio in Italia settentrionale di tipologie presenti a Roma e destinate a personaggi di rango elevato. Un prestigioso confronto rimanda al sarcofago di Scipione Barbato, membro della potente famiglia Cornelia, a cui apparteneva il condottiero Scipione, detto l’Africano in ricordo della sconfitta inflitta ad Annibale a Zama durante la Seconda Guerra Punica. Il monumento venne commissionato in vita da Peducaea Hilara, liberta di Sextus, per sé e per il marito, probabilmente anch’egli liberto del medesimo personaggio. La famiglia di provenienza è documentata a Mutina anche da altre attestazioni epigrafiche.

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