Nuova Opera-en

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Bastianino (Sebastiano Filippi) Ferrara, 1532-1602 ca. Olio su tela, cm 132,5 x 97 inv. Proprietà della Fondazione Carife, in deposito presso la Pinacoteca

La figura incoronata di fiori e spighe, che porta all’enorme bocca un vaso di cristallo colmo di vino, combina l’iconografia di Bacco gaudente con le raffigurazioni allegoriche dell’Allegrezza, che induce gli uomini e perfino gli animali a imitarla. Simboli di lussuria spesso associati a Dioniso sono sia la scimmia alla catena, sia la serva nera con il fuso infilato nel turbante. Al culto di Bacco era associata anche la ciarliera gazza, che veniva sacrificata al dio per ricordare quanto il vino sciolga la lingua. Rimane invece oscuro il significato da attribuire ai due bambini.
La tela, di dimensioni non indifferenti, è l’unico dipinto “da cavalletto” di soggetto profano finora noto di Bastianino e potrebbe trattarsi di una commissione estense. Essa si ricollega al filone comico inaugurato da Dosso Dossi con dipinti come il Buffone della Galleria di Modena. Anche la stesura pittorica nebulosa e sfatta, caratteristica dell’opera matura di Bastianino, richiama deliberatamente le forme espanse e i contorni sfumati dei dipinti di Dosso.

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