Nuova Opera-en

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Cosmè Tura Ferrara, 1430 ca. -1495 Olio su tavola, diametro cm 48 inv. 69

I due tondi raffiguranti il Giudizio e il Martirio di San Maurelio, provenienti dalla Chiesa di San Giorgio, prima cattedrale ferrarese, pervennero in Pinacoteca grazie ad una permuta che il Municipio attuò con Filippo Zafferini nel 1817. Le due tavole facevano parte di un polittico per l’altare del santo, raffigurante storie della sua vita. Secondo la leggenda Maurelio fu primo vescovo di Ferrara nel VII secolo e fu condannato al martirio nella città natale di Edessa, in Mesopotamia, dal fratello tiranno, che aveva abiurato il cristianesimo. Probabile committente del polittico fu Nicolò Roverella, priore del monastero olivetano di San Giorgio e promotore dei lavori di ampliamento della chiesa nel 1479. La datazione dei tondi superstiti viene fatta risalire intorno al 1480, periodo già maturo dell’artista, per via della composizione più equilibrata e del tono narrativo assai meno concitato rispetto quello ravvisabile nella prima maniera dell’artista, in opere quali le ante d’organo per la Cattedrale. L’impostazione delle scene e le pose delle figure derivano dagli episodi della vita di san Giacomo affrescati da Mantegna nella cappella Ovetari a Padova.

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