Nuova Opera-en

erato
Primo pittore dello studiolo di Belfiore (Angelo Maccagnino?) e collaboratore di Cosmè Tura Ferrara, ca.1450 e ca. 1460 Tempera su tavola, cm 123,5 x 72,1 inv. 398

La tavola, proveniente dalla collezione Sacrati Strozzi, faceva parte originariamente del ciclo delle Muse realizzato per Leonello d’Este nello Studiolo di Belfiore, comprendente l’Urania attualmente in Pinacoteca, e altre quattro tavole conservate a Londra (Calliope?), a Budapest (Talia), a Berlino (Polimnia) e a Milano (Tersicore). In quest’opera il busto della Musa, riconducibile alla prima fase dei lavori, guidata da Angelo Maccagnino, tra il 1449 e il 1456, è impostato frontalmente in una visione arcaica e priva di annotazioni plastiche, evidenti invece nel panneggio che ricopre le gambe della figura e nel dettaglio del piede con la pianella che sporge dal trono. Sotto Borso d’Este la gestione della bottega passò nelle mani di Tura (1459-1463) ed è a un suo collaboratore che si ascrivono i caratteri di forzatura dello spazio di matrice donatellesco-padovana riconoscibili nella parte inferiore dell’opera. La musa è stata identificata con Erato, indicata come patrona dell’amore coniugale nel programma iconografico del ciclo redatto dal grande umanista Guarino da Verona. Il gesto di slacciarsi il corpetto potrebbe alludere alla fertilità delle Muse, generatrici delle arti.

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