Collezioni

Le collezioni riflettono i poliedrici e raffinati gusti dei duchi d'Este, e si sono formate in un lungo arco cronologico segnato da un mecenatismo illuminato ma anche da drammatiche fratture e dispersioni. Ciò nonostante, nei tesori d'arte della Galleria Estense ancora si percepisce la grandiosa eredità di una delle più antiche dinastie italiane.

La Galleria Estense di Modena, erede della plurisecolare vicenda di collezionismo d’arte legato alla famiglia degli Este, è una delle più importanti e più antiche Gallerie Nazionali d’Italia. Ad una ricchissima quadreria si aggiungono un’importante raccolta grafica (disegni, stampe, matrici silografiche), una sceltissima collezione di sculture, antiche e moderne, una significativa selezione di arti decorative (metalli, vetri, avori, maioliche, ceramiche, mobili e arredi) e una delle più cospicue raccolte numismatiche del mondo (monete antiche e moderne, medaglie e placchette, sigilli, coni e punzoni).
La raccolta trae origine dalle favolose collezioni degli Este, dapprima marchesi, poi duchi di Ferrara, che si trasferirono nel 1598 a Modena, dove le raccolte vennero prevalentemente alloggiate nel nuovo e sontuoso Palazzo Ducale, edificato a partire dal 1630 attorno ad un nucleo di origine medievale.
Le collezioni riflettono i poliedrici e raffinati gusti degli Este, indirizzati non solo alla pittura e alla scultura, ma anche verso le antichità e le arti decorative, la grafica e la numismatica. Particolarmente significativo è il nucleo della quadreria, che presenta soprattutto capolavori della pittura emiliana dal XIV al XVIII secolo, da Cosmè Tura al Correggio, dai Carracci a Guercino a Guido Reni.
Dopo il trasferimento degli Este a Modena le raccolte si arricchirono grazie al lascito testamentario del cardinale Alessandro d’Este (1624) e poi soprattutto grazie all’energia e all’ambizione del duca Francesco I d’Este (1629-1659), il quale per incrementare la Galleria Ducale non esitò a sottrarre importanti pale d’altare da numerose chiese del ducato. A lui si devono i due maggiori capolavori che la Galleria conserva, il suo ritratto ad opera di Diego Velazquez (1638-1639) e il meraviglioso busto in marmo di Gian Lorenzo Bernini (1650-51). In seguito alla perdita dei cento dipinti più preziosi, ceduti nel 1746 all’Elettore di Sassonia (sono tuttora conservati nella Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda), i duchi si adoperarono per restituire splendore alle collezioni attraverso acquisti e incamerando opere provenienti dal territorio modenese e reggiano.
Dopo il drammatico periodo delle spoliazioni napoleoniche, le raccolte si arricchirono ulteriormente attraverso doni, lasciti e acquisti, fra i quali quello della collezione Obizzi nel 1822. Nel 1854 la Galleria fu aperta al pubblico nella storica sede di Palazzo Ducale. Lasciata in eredità alla città dall’ultimo duca, Francesco V d’Austria-Este, la Galleria venne in seguito trasferita nel monumentale Palazzo dei Musei, già Albergo dei poveri, destinato ad ospitare le più importanti istituzioni culturali della città (il Museo Lapidario Estense, la Civica Biblioteca d’arte “Luigi Poletti”, l’Archivio Storico Comunale, i Musei Civici, la Biblioteca Estense).
Nella nuova collocazione la rinnovata Galleria Estense venne riaperta al pubblico nel 1894, dopo un’importante opera di riordino a cura di uno dei maggiori storici dell’arte italiani, Adolfo Venturi, che nel 1882 aveva pubblicato un volume, tuttora fondamentale, sulla storia delle collezioni estensi. Grazie all’infaticabile attività dei suoi diversi direttori, in particolare di Giulio Bariola al principio del Novecento, il museo ha proseguito in un’attiva politica di acquisizioni, mirate in particolare al recupero di opere provenienti dall’antico patrimonio estense. L’attuale aspetto della Galleria è il frutto di un importante lavoro di riassetto museografico ad opera dell’architetto Leone Pancaldi realizzato fra il 1968 e il 1975, sottoposto in anni recenti ai necessari adeguamenti per rimanere al passo con le nuove esigenze del pubblico.

Collezioni

Sedi

Chiudi
Nessun elemento presente
  • image