Coppa con Putti danzanti

coppa con putti danzanti
Bottega di Guido Durantino Urbino, prima metà XVI sec. Maiolica policroma istoriata , cm 27 x 5,2 inv. 1996

La scena in primo piano rappresenta la danza dei puttini, un motivo squisitamente rinascimentale, documentato su diversi supporti materici, tra cui gli arazzi dei Gonzaga costituiscono un illustre e sfarzoso esempio. Lo schema deriva da uno schizzo realizzato da Raffaello per la Loggia di Psiche alla villa Farnesina, riprodotto in bulino da Marcantonio Raimondi tra il 1517 e il 1520. La medesima composizione con varianti nel numero dei putti fu ripresa da Cesare Remondino, attivo tra il 1531 e il 1546, al quale si deve anche l’inserimento nello sfondo di archi e rovine all’antica.
Il rimando a produzioni urbinati riconduce alle realizzazioni del maiolicaro Nicola da Urbino, noto come Nicolò Pellipario (Casteldurante 1475 ca. – Urbino 1547), attivo a Casteldurante fino al 1525, poi presente a Urbino nella bottega del figlio Guido. Convince l’assegnazione del pezzo estense alla bottega del figlio, Guido Durantino, attivo ad Urbino dal 1525 al 1576, per il confronto con esemplari di varie raccolte, analoghe per schema compositivo, resa anatomica e cromatica, in particolare una coppa conservata al Museo del Louvre, dove compare lo stesso motivo pavimentale.

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