Fufluns

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Arte etrusca 480 a.C. ca. Bronzo a fusione piena , cm 17,5 x 6 inv. 12505/523P

Il bronzetto costituisce l’unica raffigurazione fino ad oggi nota della divinità etrusca Fufluns, assimilabile al dio greco Dionysos. Il personaggio, di età matura, con folta barba appuntita, lunga veste e mantello ricamato, avanza con la gamba sinistra, tiene il braccio sinistro proteso e piegato al gomito per sostenere un oggetto, forse un vaso per bere (cantharos).
Lo schema iconografico riconduce all’arte greca arcaica, i cui modelli trovarono ampia diffusione nei vasi in ceramica attica a figure nere, commercializzati nei siti coloniali greci e in Etruria.
La resa plastica del corpo, i dettagli incisi che definiscono le pieghe delle vesti, avvicinano il bronzetto ad esemplari della piccola plastica prodotta in Etruria settentrionale tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C. Una strettissima assonanza stilistica si riscontra con la rappresentazione di un’altra divinità etrusca, Tinia, assimilabile allo Zeus greco. Il bronzetto ritrovato nel sito della città etrusca di Populonia, è ora conservato a Malibu, nel Paul Getty Museum.
Come l’esemplare precedenti (inv. 12014) il bronzetto estense apparteneva alle collezioni di Tommaso Obizzi, confluite nel 1805, per lascito testamentario, tra le raccolte dei duchi d’Este e dopo l’Unità d’Italia divenute parte delle raccolte statali della Galleria Estense di Modena.

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