Spinario

spinario
Arte romana I secolo a.C. Marmo , cm 92 x 50 inv. 4167

La celebre raffigurazione dello Spinario, giovanetto seduto su di una roccia intento a togliersi una spina dal piede, è creazione del tardo ellenismo greco, amante dei temi a carattere bucolico.
La fortuna del soggetto è consacrata dalle innumerevoli repliche realizzate in età romana, tra le quali emerge per qualità la scultura estense, che ha dimensioni superiori a tutte le sette copie più complete finora note.
Lo Spinario estense, come il celebre bronzo conservato ai Musei Capitolini di Roma, presenta una testa di tipo arcaico che contrasta con il naturalismo della figura immersa nello spazio, secondo il gusto eclettico di età cesariano – proto augustea. Una recente attribuzione ha ricondotto l’opera alla bottega del famoso scultore greco Pasiteles, attivo in età cesariana e ritenuto autore della Venere Esquilina (Parisi Presicce, 2005).
La vicenda collezionistica rimanda alle acquisizioni di antichità del cardinale Ippolito II d’Este, in particolare viene citata la provenienza dell’opera da un palazzo imperiale sul Palatino nel 1566. Alla morte del cardinale figura negli inventari del duca Alfonso II e nel tardo Cinquecento si ricorda il restauro commissionato dal duca Cesare d’Este allo scultore ferrarese Francesco Casella.

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