Il martirio di San Pietro

guercino
Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino Cento, 1591 – Bologna, 1666 Olio su tela , cm. 320 x 193 inv. 466

Commissionata intorno al 1618-19 da Orazio Cabassi per la chiesa di S. Bernardino a Carpi, l’opera entrò nelle collezioni ducali nel 1751. Requisita dai Francesi sullo scorcio del secolo ed esposta al Louvre, tornò in Galleria Estense nel 1815.

Si tratta di un capolavoro della produzione giovanile dell’artista, anteriore di un paio di anni al suo soggiorno a Roma. A partire dal soggetto – un San Pietro immaginato non nella tradizionale crocifissione a testa in giù, ma nel momento appena iniziale del supplizio – e proseguendo con la composizione per diagonali e con il robusto colorismo, tutto in questo dipinto declama la poetica originalissima cui era approdato il giovane pittore. L’innata propensione al naturalismo, coltivata sugli esempi della pittura veneta e in particolare dei Bassano, si accende di un chiaroscuro violento che ha fatto spesso ipotizzare una conoscenza precoce della pittura caravaggesca.

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