Sculture

La Galleria Estense vanta una ricca collezione di sculture, antiche e moderne, in marmo, bronzo e terracotta.

La Galleria Estense vanta una ricca collezione di sculture, antiche e moderne, in marmo, bronzo e terracotta, in parte provenienti dall’antico patrimonio estense, in parte frutto di successive acquisizioni. Fra le sculture antiche, un posto di rilievo è occupato dai busti ritratto romani, fra i quali si distingue la coppia con le effigi di Lucio ed Elio Vero, provenienti dalla celebre collezione del cardinal Rodolfo Pio di Carpi e acquistati dal duca Alfonso II d’Este nella seconda metà del Cinquecento. Sempre dalla raccolta del cardinale Pio di Carpi proviene uno dei pezzi più famosi della raccolta, il busto in pietra nera raffigurante Euripide, in realtà un’abilissima falsificazione rinascimentale che godette di grande fama nel Cinquecento. La serie dei Cesari antichi è completata da una serie di busti – tutti di notevole qualità – con ritratti di imperatori romani risalenti al Cinquecento e al Seicento, quando si usava completare le gallerie di ritratti antichi con pezzi “moderni”. Al periodo medievale risale il meraviglioso Telamone attribuito al grande sculture Wiligelmo, autore dei celebri rilievi della facciata del Duomo di Modena. La grande tradizione modenese della scultura in terracotta del Rinascimento è rappresentata da un capolavoro di Guido Mazzoni, un’intensa Testa di vecchio, e da numerose opere di Antonio Begarelli, fra le quali spicca la delicata Madonna del latte. I busti marmorei del duca Alfonso I d’Este di Alfonso Lombardi e del duca Ercole II di Prospero Clemente (insieme al suo bellissimo basamento con l’Allegoria della Pazienza) rappresentano bene la scultura di corte e il ritratto ufficiale del Cinquecento in area emiliana. Al periodo barocco, oltre al superbo busto ritratto del duca Francesco I d’Este di Gian Lorenzo Bernini, simbolo del museo, risalgono due opere importanti di uno degli allievi più dotati di Bernini stesso, Antonio Raggi: il gruppo marmoreo raffigurante l’Amor sacro e l’Amor profano e lo squisito modello in terracotta con il Nettuno col delfino, preparatorio per il gruppo monumentale tuttora collocato entro la corte d’onore del Palazzo Ducale di Sassuolo.

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