Violoncello e violino

galli
Domenico Galli Parma, 1649 - 1697 Legno d’acero , cm. 170 x 48 x 13.5; cm. 62 x 20 x 4 inv. 2022; 202

Realizzati dal parmense Domenico Galli, intagliatore, decoratore, calligrafo e musicista, violoncello e violino sono due pregevoli e inusuali esempi dell’arte dell’intaglio applicata alla liuteria. Il violino, realizzato nel 1687, presenta, in un piccolo medaglione in cima alla tastiera, un’iscrizione ove vi è la dedica dell’artista al duca: ”ser.ma alt.za/ La mia dolcezza animata dal commando augusto di V.A.S. ardisce sperare benigno gradimento di quest’opra che figlia de di lei serenissimi co tante bocche quanti sfori mostra, ambisce pubblicare all’universo / Parma il di P.o Sett. bre 1687/di V.A.S./ Um.o Div.oet ob.oS.o/Dom.o Galli”.

Anche il violoncello presenta analoga dedica e arrivò a Modena l’8 settembre 1691 corredato da una rassegna di dodici sonate composte per Francesco II d’Este. Lo strumento è impreziosito da un ricchissimo intaglio in una profusione d’idee decorative e motivi allegorici che culminano nel fregio superiore ove è raffigurato un drago svolazzante. Nella cassa, sul retro, il prezioso intaglio si snoda in una serie di raffigurazioni allegoriche con Orfeo che suona la lira e nella parte bassa Ercole che abbatte l’Idra, Pallade, il leone e la Perfidia.

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