Adorazione dei pastori

gandolfi
Gaetano Gandolfi San Matteo della Decima, Bologna, 1734 - Bologna 1802 Olio su tela, cm 90 x 78 inv. 419

La fonte primaria di questa invenzione (il notturno rischiarato dalla luce emanata dal Bambino) è uno dei capolavori più celebri del Rinascimento italiano, ovvero la pala dipinta dal Correggio, detta non a caso “la Notte”, per la chiesa di San Prospero a Reggio Emilia nel 1525-30 (oggi alla Gemäldegalerie di Dresda). In questa finissima versione in piccolo, Gaetano Gandolfi compie una variazione sul tema orchestrando le figure come un unico sinuoso impasto di colore, dominato dalla luce calda dei toni. I preziosismi nei dettagli dei volti, degli affetti e delle torsioni dei corpi ne fanno uno squisito esempio di gusto rococò. L’opera ha un pendant nell’Adorazione dei Magi dipinta da Ubaldo Gandolfi, anch’essa conservata in Pinacoteca (inv. 420): si tratta di probabili doni dei due fratelli pittori al reverendo Antonio Senegoni. Successivamente entrate in collezione Sacrati Strozzi, le due telette sono state acquisite dallo Stato italiano nel 1992.

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