Polittico Costabili

polittico
Garofalo (Benvenuto Tisi) e Dosso Dossi (Giovanni Luteri) Olio su tavola, cm 960 x 577 inv. 189-194

Il polittico fu cominciato a dipingere da Garofalo e da Dosso, appena giunto in città da Mantova, nel 1513, su commissione di Antonio Costabili, ambasciatore di casa d’Este e Giudice dei Dodici Savi, la massima magistratura comunale. Nel 1523 l’opera si trovava già collocata sull’altare maggiore della chiesa del convento agostiniano di Sant’Andrea, luogo di sepoltura dell’antica e nobile famiglia Costabili. L’analisi stilistica sembra indicare che a Garofalo si debba l’impostazione generale della tavola principale, la struttura verticale del trono, la composizione piramidale del gruppo della Madonna col Bambino e alcune altre figure. La stesura pittorica di gran parte della pala centrale e degli altri pannelli del polittico sembrano invece riconducibili alla mano di Dosso. Indagini scientifiche recentemente condotte non solo sembrerebbero confermare che Dosso ridipinse e rielaborò figure già completate da Garofalo, ma consentono anche di ipotizzare che l’opera sia stata inizialmente concepita come pala singola e solo in seguito trasformata in polittico aggiungendovi i pannelli laterali.

 

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