Che corse! Tazio e Enzo agli esordi della Ferrari

In occasione del Motor Valley Fest 2020 digitale, le Gallerie Estensi espongono una selezione digitale dei periodici “La Scuderia Ferrari” (annate 1935-36) e “Alfa Corse” (1939).

La scelta dei numeri esposti de “La Scuderia Ferrari” evidenzia i successi nazionali ed internazionali delle Alfa Romeo negli anni in cui le competizioni automobilistiche della casa milanese erano gestite dalla Scuderia Ferrari di Modena. Enzo Ferrari aveva fondato e dato il suo nome al reparto corse dell’Alfa Romeo dopo essere stato impiegato per anni come pilota dalla stessa. Alla guida delle Alfa con il simbolo del cavallino troviamo gli assi del volante dell’epoca, come Tazio Nuvolari nei Gran Premi e Raymond Sommer nelle gare di durata.

Nel 1938 l’Alfa Romeo decide di guidare direttamente l’impegno nelle competizioni creando un reparto corse interno, denominato “Alfa Corse”, mantenendo Enzo Ferrari come direttore. Viene edito anche un mensile con lo stesso nome, di cui si espongono i numeri che ricordano, tra l’altro, l’inizio dell’epopea dell’Alfa 158, la mitica “Alfetta”, in seguito prima vincitrice del Campionato Mondiale di Formula 1 nel 1950.

Attraverso le immagini e i testi è possibile seguire l’evolversi del contesto storico e politico degli anni Trenta. Se fino al 1935 le Alfa delle Scuderia Ferrari dominano lo scenario automobilistico sportivo, in quell’anno iniziano a gareggiare le autovetture tedesche, Mercedes ed Auto Union, con il regime nazista che vede nelle corse motoristiche una formidabile vetrina propagandistica.  

Le auto italiane e tedesche si danno battaglia sui circuiti di tutta Europa e anche nella colonia italiana della Libia, con il Gran Premio di Tripoli, fino allo scoppio della seconda guerra mondiale.

La vittoria più importante ed inattesa dell’Alfa fu quella di Nuvolari nel Gran Premio di Germania del 1935, davanti agli attoniti gerarchi nazisti, che attendevano il trionfo delle vetture di casa.

Le rosse Alfa della Scuderia del Cavallino si impongono non solo in Europa ma anche negli Stati Uniti, in occasione della Coppa Vanderbilt del 1936.

L’estate del 1939 costituisce il canto del cigno per le competizioni automobilistiche. I venti di guerra già spirano per l’Europa e di corse si tornerà a parlare solamente nel 1946.

A corredo delle riviste una serie di video dell’Istituto Luce sulle corse di cui si parla nelle riviste. I filmati saranno visibili solo per un periodo limitato dal 14 al 17 maggio. Si tratta di preziose testimonianze di come le competizioni motoristiche venivano presentate al pubblico nei cinegiornali in un’ottica di esaltazione delle vittorie e di minimizzazione delle sconfitte. Una conferma tangibile del celebre motto mussoliniano “Il Cinema è l’arma più forte”.

 Un secondo video dei curatori descrive alcune delle riviste e, in integrazione alla mostra virtuale, presenta una serie di piccole ma significative componenti meccaniche provenienti dal delle Ferrari F1 della fine degli anni settanta.

 

 Mostra virtuale a cura di Andrea Mammola e Federica Muzzarelli

 

 

 

 

 

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