La dea Latona trasforma i contadini della Licia in rane

Robusti Jacopo detto Tintoretto (Venezia, 1518 - 1594)

sec. sec. XVI (1541 - 1542)

Dipinto

olio su tavola, 153 x 133 cm

Venezia, Palazzo Pisani a San Paternian, 1542 ca.; Modena, Palazzo Ducale, seconda camera da parata, 1658; Modena, Palazzo dei Musei, 1894 (inventariato in R.C.G.E. nel 1924).

Galleria Estense di Modena

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Il ciclo di scene tratte dalle Metamorfosi del poeta latino Ovidio (43 a.C. – 17 d.C.) è la prima importante impresa decorativa eseguita da Tintoretto. Le quattordici tavole furono commissionate al giovane artista dal banchiere veneziano Vittore Pisani in occasione del suo matrimonio con Paolina Foscari nel 1541 per decorare il soffitto della stanza da letto nel palazzo di famiglia a Venezia. Nel 1658 Francesco I d’Este acquistò i dipinti per disporli nel soffitto di una delle “camere da parata” che ospitavano i più bei dipinti della collezione estense nel Palazzo Ducale di Modena. I soggetti raffigurati derivano dalla versione in volgare delle Metamorfosi pubblicata a Venezia da Niccolò degli Agostini nel 1522 e, riguardando per lo più amori infelici ed esempi di superbia punita, acquistano un tono di monito morale. Tintoretto sfrutta in modo magistrale la ristretta superficie delle tavole riducendo ciascun racconto ai personaggi principali, raffigurati in complicati scorci dal basso, in modo da dare maggiore profondità allo spazio dipinto. I gesti fortemente espressivi, la posizione instabile delle figure e l’illuminazione drammatica conferiscono alla narrazione un carattere teatrale ed emotivamente coinvolgente, che molto probabilmente fu ispirata al giovane artista dalla visione dei soffitti di Giulio Romano in Palazzo Te a Mantova.