La piattaforma IIIF di Estense Digital Library

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Il portale Estense Digital Library è basato su MLOL, una piattaforma per il prestito bibliotecario digitale nata nel 2009 e diffusa in oltre 6.000 biblioteche. Il portale è inoltre integrato dal software Arianna, applicativo di gestione dei dati che conta oltre 300 installazioni nelle maggiori biblioteche ed archivi italiani, e Jarvis, strumento per la gestione di grandi quantità di immagini digitali in altissima definizione.

 

La Estense Digital Library pubblicherà la propria collezione digitale su una piattaforma potenziata grazie all’utilizzo dell’architettura IIIF (International Image Interoperability Framework) [link _blank https://iiif.io/] per la visualizzazione, comparazione e annotazione delle digitalizzazioni ad alta definizione.

 L’annotazione è una della feature fondamentali della piattaforma in quanto consente agli studiosi di inserire puntualmente contenuti aggiuntivi sui documenti digitalizzati, tramite un’interfaccia ad elevata usabilità sviluppata ad hoc per il progetto.

 

Sarà quindi possibile, in un’area privata della piattaforma, annotare con testi e parole chiave il documento nella sua interezza così come singole porzioni di particolare interesse. La grande potenzialità dell’architettura IIIF è infatti quella di poter selezionare anche parti di immagini (ad esempio il dettaglio di una miniatura, un capolettera, un ex libris…) o di testo e di poterle confrontare puntualmente con altri documenti dislocati in tutto il mondo ma accessibili grazie a questo standard condiviso e implementato dalle più prestigiose istituzioni culturali internazionali.

 

Le annotazioni sono in primo luogo uno strumento di approfondimento per lo studioso e saranno quindi visibili solo dell’autore. Lo staff scientifico delle Gallerie Estensi potrà in un secondo momento selezionare alcuni “annotatori” ufficiali e attendibili e rendere i loro contributi disponibili a tutti gli utenti della Digital Library. 

  

Nell’ottica IIIF, infatti, ogni elemento contribuisce alla crescita del sapere condiviso: l’infrastruttura di annotazione diventa quindi potenziale laboratorio di crowdsourcing. Studiosi e appassionati potranno così contribuire all’arricchimento del patrimonio culturale con trascrizioni, descrizioni e collegamenti, avvalendosi del contributo reciproco.

 

Estense Digital Library rappresenta, inoltre, un’importante opportunità per la collaborazione con il Centro Interdipartimentale di ricerca sulle Digital Humanities dell’Università di Modena e Reggio Emilia: le annotazioni degli utenti potranno essere infatti usate, ad esempio, per addestrare reti neurali per la lettura della calligrafia umana, portando i più avanzati studi sulla AI nell’ambito delle digital humanities.

 

Giulio Blasi e Andrea Zanni

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