Passioni. Emozioni e sentimenti fra otto e novecento

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Presso il Laboratorio urbano aperto (ex Centrale AEM)

a cura di Gianfranco Ferlisi, Francesca Piccinini, Luciano Rivi

Nel suggestivo spazio «Laboratorio urbano aperto», nell'ex Centrale AEM, antica sede delle Aziende Elettriche Municipalizzate, riqualificata per accogliere e valorizzare attività culturali cittadine, il Museo Civico d’Arte, Assicoop Modena&Ferrara e le Gallerie Estensi  presentano una selezione di disegni, dipinti e sculture dalle loro raccolte sul tema della rappresentazione delle emozioni e dei sentimenti tra Ottocento e Novecento.  

La mostra si compone di 62 opere di artisti di ambito modenese provenienti esclusivamente dalle raccolte delle Gallerie Estensi, del Museo Civico d’Arte di Modena e di Assicoop Modena&Ferrara.

Tra gli artisti presenti: Alfonso Chierici, Antonio Simonazzi, Giovanni Cappelli, Eugenio Zampighi, Giovanni Muzzioli, Gaetano Bellei, Giuseppe Graziosi, Casimiro Jodi, Vittorio Reggianini, Mario Vellani Marchi. L’intento è quello di valorizzare un patrimonio locale che, per motivi differenti, non sempre risulta di facile fruizione. Si vuole garantire nello stesso tempo un’occasione di confronto tra nuclei collezionistici comunque significativi ai fini di una sempre più approfondita comprensione dell’arte dell’Ottocento e del Novecento a Modena.

 

Il tema proposto si presta a considerazioni insieme di ordine artistico e storico, nella precisazione di quei modelli culturali e sociali entro i quali si definiscono anche le modalità di rappresentazione delle emozioni.

È dall’antichità che l’uomo si interroga sulla questione delle passioni, dei temperamenti, degli stati d’animo, degli affetti, dei sentimenti. In età moderna il pensiero di René Descartes e le riflessioni del pittore Charles Le Brun portano alla definizione di una precisa tipologia di tipi espressivi utili per il lavoro di ogni pittore. Nel corso dell’Ottocento si assiste ad una svolta. Il Romanticismo ridefinisce il concetto stesso di sentimento, con una sempre maggiore propensione all’indagine introspettiva. Soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento, attraverso il progressivo sviluppo di un approccio allo studio dell’uomo a carattere scientifico, con l’affermarsi dunque del Positivismo e degli studi di Charles Darwin, si afferma una visione delle espressioni più legata a un’indagine a carattere medico e fisiologico. La fine del secolo inaugura invece un nuovo periodo di riflessioni sulla complessità della dimensione psichica, giungendo agli studi sull’inconscio da parte di Sigmund Freud.

Nel corso di questi ultimi due secoli l’arte risponderà dunque all’esigenza della rappresentazione di emozioni e passioni secondo modi sempre differenti, all’interno di contesti culturali e sociali diversi, tra scienza, letteratura e filosofia.

  

La mostra si articola in sette sezioni, ognuna dedicata a una diversa modalità emotiva, nel confronto tra opere di diversa datazione lungo i due ultimi secoli per meglio dare evidenza a costanti e variabile nel nostro “uso delle emozioni”. 

 

 

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