Carta Catalana

Inv.

Biblioteca Estense Universitaria, Modena

Il Mappamondo catalano è una delle carte medievali più conosciute della Biblioteca Estense Universitaria, ed è universalmente considerata tra i documenti precolombiani più raffinati. Rappresenta l’ecumene divisa in tre parti (Europa, Asia e Africa); raffigura in particolare l’Africa circumnavigabile e le terre allora conosciute, fino a Capo Verde. Come i coevi mappamondi circolari la Charta da navigar in realtà era sottratta all’uso pratico e destinata alla fruizione privata: con il suo ricco apparato illustrativo era infatti un prodotto per committenze altissime, che associavano al desiderio di possesso la motivazione umanistico-politica di conoscere il mondo. Tuttavia è palese il contrasto fra l’aspetto più propriamente geografico, in costante evoluzione per il progredire dei viaggi e delle scoperte, e la fissità del repertorio iconografico, responsabile del conservatorismo arcaicizzante delle immagini, ispirate ai racconti de Il Milione. L’uso di apporre nuove leggende per aggiornamento dei dati di recente acquisizione trova riscontro nel lembo di carta sovrincollata in corrispondenza della città africana di Civitasarim , su cui è stato realizzato un nuovo disegno. La presenza di riferimenti alla mitologia classica e medievale, insieme all’immissione di concezioni teocentriche, rivelano l’influenza della scuola italiana sui cartografi presumibilmente maiorchini che la realizzarono.  La carta, citata nell’inventario ducale dell’11 luglio 1488 insieme al suo primo involucro, una “guaina grande de cuoio”, rimase nelle collezioni estensi anche durante il periodo di Modena capitale (1598-1558), ma andò dispersa dopo la fuga in esilio di Francesco V d’Austria Este (1859). Recuperata dal collezionista modenese Giuseppe Boni, fu restituita alla Biblioteca con lettera datata 25 aprile 1870.