Deposizione di Cristo nel sepolcro con santi francescani

Pittore ferrarese

metà del XV secolo

Tavola, cm 130 x 215

Inv. 38

Pinacoteca Nazionale, Ferrara

La tavola, proveniente da un oratorio del convento del Corpus Domini, era tradizionalmente attribuita a Galasso, il misterioso pittore che, secondo Vasari, sarebbe stato allievo di Piero della Francesca durante la sosta del maestro a Ferrara. La critica più recente ha sottolineato come nel dipinto si trovi l’eco delle principali tendenze della pittura ferrarese di metà Quattrocento: la luminosità pierfranceschiana, la cultura prospettica dei maestri di tarsia Cristoforo e Lorenzo Canozi da Lendinara, avvertibile nell’esatto scorcio del sepolcro, l’influenza della scultura di Donatello e della pittura padovana nella ricerca di un’espressività fin sforzata nei volti dei compiangenti. La partecipazione alla sepoltura di numerosi santi dell’ordine francescano si spiega con la provenienza dell’opera da un convento di clarisse. La presenza di san Bernardino da Siena, canonizzato nel 1450, permette di datare l’opera poco dopo quell’anno.