Le nozze di Cana

Carlo Bononi

Ferrara, 1569-1632

Olio su tela, cm 355 x 688

Inv. 144

Pinacoteca Nazionale, Ferrara

Le enormi dimensioni di questa tela si spiegano con la sua originaria esecuzione per un refettorio, quello della chiesa di San Cristoforo a Ferrara. Per soggetto e contesto, dunque, l’opera si inserisce in una lunga tradizione artistica incentrata sul tema della prima manifestazione della gloria del Cristo ai discepoli attraverso il miracolo della tramutazione dell'acqua in vino (Gv 2,1-11). Bononi costruisce la storia con esuberante ricchezza di dettagli e personaggi secondari: servitori, musicisti, camerieri, ospiti e commensali sono animati da un moto che si propaga in circolo attorno al tavolo dove siede Gesù, secondo uno schema direttamente ispirato all’Ultima cena dipinta alcuni anni prima da Federico Barocci per la cattedrale di Urbino, che Bononi aveva studiato nel corso della sua attività nelle Marche. Ormai nella fase matura della sua carriera, l’artista ferrarese sviluppa quel modello in una messinscena che sembra immaginare i banchetti dell’epoca d’oro della corte estense a Ferrara. L’opera è documentata in Pinacoteca a partire dal 1846.