Noli me tangere

Ippolito Scarsella, detto Scarsellino

Ferrara, 1550 ca. – 1620

Olio su tela, cm 221 x 134

Inv. 383

Pinacoteca Nazionale, Ferrara

Si tratta di uno dei massimi esiti della pittura dello Scarsellino, che fin dal primo decennio del Seicento ornava l’altare della famiglia Riminaldi nella chiesa di San Nicolò. A partire dal soggetto – il momento in cui Gesù risorto si rivolge alla Maddalena con le parole “non toccarmi”, o “non trattenermi” (Gv 20,17) –, l’artista si misura sul tema della pala a due figure a grandezza naturale, di cui avevano dato prove altissime i migliori maestri emiliani (Annibale Carracci) e soprattutto veneti (Tiziano, Jacopo Bassano). Ed è di chiara marca veneziana il risultato, tutto costruito con il colore su uno schema obliquo che apre verso la profondità dello sconfinato paesaggio bagnato di luce. Con la soppressione della chiesa all’inizio dell’Ottocento, la pala è stata ritirata dai titolari della cappella, finché nel 1985 il Ministero dei beni culturali l’ha acquistata per la Pinacoteca dagli ultimi eredi.