Sarcofago di Cornelia Maximina e di Publius Vettius Sabinus

terzo quarto del III secolo d.C. (260-270 d.C.)

7085

marmo (Marmara) , cm 175 x 232 x 125

Il prestigioso monumento, di cui è ignota l’area di provenienza dalla città romana di Mutina, venne riutilizzato nel 1691 dalla famiglia Cortesi sul sagrato del Duomo, come recita l’iscrizione sul bordo posteriore del coperchio. La tipologia della cassa con fronte architettonico ad arcate, il coperchio displuviato con embricature sovrapposte e acroteri angolari con ritratti, rimandano alle produzioni dell’Egeo orientale, poi rifinite nelle botteghe lapidarie ravennati. Sul fronte sono raffigurati i coniugi, sui fianchi e sul retro scene di vita familiare (il matrimonio) e il prestigio sociale del personaggio maschile (la parata militare, la caccia al cervo nei possedimenti terrieri), cavaliere della tribù Camilia e governatore della città di Ravenna. Simbologie delle stagioni e del lavoro dei campi compaiono sugli acroteri nei lati e sul retro.